Percentuale laureati in Italia. Dati e tendenze

La laurea rappresenta il momento finale di un corso di studi e molti giovani attendono con ansia il momento in cui potranno conseguire un titolo che dovrebbe offrire maggiori opportunità di trovare una collocazione adeguata nel mondo del lavoro. Per quale motivo, allora, un numero sempre più elevato di giovani sceglie di non andare all’università abbassando drasticamente la percentuale di laureati in Italia?

La laurea: un’opportunità o un miraggio sempre più distante?

I diversi indirizzi scolastici forniscono una preparazione generale, ma, allo stesso tempo specifica, in quanto, oltre allo studio delle materie principali come il calcolo matematico, l’italiano e le lingue, si approfondiscono delle discipline che consentono di acquisire competenze specifiche in determinati ambiti.

Tutte le scuole rendono possibile l’accesso alle varie facoltà universitarie e le possibilità di scelta sono veramente molto più ricche rispetto al passato, in quanto tengono conto delle esigenze del mercato del lavoro e rilasciano dei titoli spendibili ampiamente anche a livello europeo.

Percentuale laureati in Italia

I dati Istat degli ultimi anni gettano luce su una situazione estremamente diffusa in Italia, ma anche in Europa, in quanto diminuisce sempre di più la percentuale di laureati e questo fatto potrebbe incidere molto negativamente sulle dinamiche lavorative del futuro.

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In Italia, in realtà, si è registrato un lieve incremento della percentuale di donne in possesso di una laurea e, in questo caso, il nostro Paese ha ottenuto 4,9 punti a fronte di una media europea del 7,8. Un lieve miglioramento si rileva nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni, infatti, l’Italia si attesta su un 26,4% complessivo, che, per  quanto lasci ben sperare, appare un risultato distante dalla media europea del 38,8%.

A cosa sono attribuibili risultati così deludenti? Probabilmente al desiderio dei giovani di immettersi subito nel mercato del lavoro e di diventare autonomi in tempi brevi. La laurea per molti appare un traguardo troppo lontano.

Inoltre, prevale la convinzione che anche con il titolo di studio rilasciato dalla scuola superiore si possa ambire a una sistemazione di tutto rispetto. D’altronde viviamo nella società dell’hic et nunc, una locuzione latina che significa qui e ora, per esprimere l’incapacità delle nuove generazioni di mettere da parte per un certo periodo il desiderio di indipendenza economica, per concentrarsi sugli studi, in vista di un vantaggio futuro.

In Italia il problema è sicuramente molto più serio di quanto si potrebbe immaginare, infatti, se si esaminano i dati relativi alla percentuale di persone che conseguono un titolo di scuola superiore, anche in questo caso, i dati non sono affatto positivi.

Nel nostro Paese, infatti, il 41% detiene un titolo di licenza media, mentre in Europa la percentuale è del 26,2%. Inoltre, appare molto elevata la percentuale di coloro che non hanno terminato gli studi e non hanno conseguito un diploma (25.6%), rispetto a una media europea del 16,4%.

L’analisi dei dati presentati rivela che la diminuzione del numero dei laureati rappresenta solo la punta di un iceberg. Infatti, in molti casi, è presente un elevato tasso di dispersione scolastica, per cui i giovani che abbandonano la scuola non possono ambire a conseguire un titolo di studio più elevato.

Le conseguenze di un simile fenomeno di involuzione a livello scolastico e culturale, avrà, inevitabilmente molte ripercussioni sulle professionalità che vanno a comporre il complesso quadro delle scelte occupazionali,

Infatti, un altro problema da affrontare e che si paleserà con buona probabilità in modo ancora più evidente nei prossimi anni è il mismatch, vale a dire il divario tra competenze detenute e quelle richieste da un mercato del lavoro che diventa sempre più esigente, in quanto richiede competenze che sono ricollegabili a un titolo di studio superiore, quale può essere una laurea.

Il problema è sicuramente molto grave e richiede interventi immediati, al fine di riuscire a sanare una situazione che rischia di avere delle ripercussioni molto gravi a breve termine sull’intera economia del Paese.

La soluzione deve coinvolgere l’intero sistema scolastico, al fine di trovare delle strategie efficaci per incentivare la frequenza negli istituti e contrastare il fenomeno dell’abbandono, una vera e propria sconfitta per quanti hanno cercato di migliorare nel corso degli anni la qualità dell’offerta formativa.

La laurea, infatti, rappresenta il punto di arrivo di un percorso scolastico che si protrae per diversi anni e decidere di entrare a far parte delle dinamiche del mondo del lavoro senza avere una formazione adeguata, espone al rischio di non avere una retribuzione e una gratificazione adeguate e soddisfacenti, aumentando il rischio di insoddisfazione.

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