Percentuale guarigione psicosi in Italia

Le psicosi sono malattie molto diffuse che compromettono gravemente la capacità di stare insieme agli altri, di svolgere attività lavorative soddisfacenti e di reagire in modo adeguato alle situazioni di difficoltà senza cedimenti e trascuratezza dell’igiene personale e dell’immagine pubblica. Le difficoltà del vivere quotidiano, anche quelle più banali, diventano situazioni incresciose per chi non riesce a mantenere la serenità necessaria per affrontarle nel modo migliore.

Dati e guarigione pscosi

In Italia,ci sono circa 245mila persone affette da diagnosi di schizofrenia conclamata, costrette ad assumere psicofarmaci costantemente, per controllare i sintomi e riuscire a condurre una vita normale.

La psicosi è una malattia che può essere controllata con il ricorso ai farmaci antipsicotici, ma non certamente sradicata del tutto, in quanto non è stata ancora messa a punto una terapia risolutiva che la elimini completamente. Tutto sommato, però, rispetto al passato, sono stati fatti diversi passi avanti e il termine guarigione si può utilizzare con la consapevolezza che la malattia, dopo essere rimasta silente per molti anni, può essere riattivata da un evento scatenante.

percentuale guarigione pscosi

I farmaci attualmente disponibili rendono possibile la scomparsa dei sintomi, ma, nel momento stesso in cui si sospendono le cure, la sintomatologia si presenta spesso in modo più violento rispetto al periodo precedente.

Come si manifestano le patologie psicotiche? Di solito, si ha una progressiva perdita di contatto con la realtà, sono frequenti le allucinazioni, le manie di persecuzione, l’ipocondria esasperata e l’incapacità di badare a se stessi e agli altri.

L’esordio della malattia può essere precoce, nell’adolescenza o in età adulta. Di solito, la patologia si manifesta in seguito ad eventi importanti, come, ad esempio, il distacco forzato da una persona amata, l’insoddisfazione sul posto di lavoro, la difficoltà nello svolgere anche le mansioni più semplici.

Le cure, dunque, possono migliorare la qualità della vita, stabilizzando l’umore ed eliminando tutti i disturbi psicotici che non consentono di interagire sul lavoro e nella società in modo consapevole e lucido.

Percentuale guarigione dalla pscosi

Non basta un farmaco prodigioso e decantato dagli psicologi per attenuare i sintomi di una malattia psicotica, può, infatti, risultare di grande efficacia anche un percorso psicoterapeutico diretto a risalire alle radici dello sviluppo del disordine psichico. I numeri non sono affatto rassicuranti, se si considera che il 3-4% della popolazione è affetta da un disturbo bipolare che può rendere un soggetto pericoloso per sé e per gli altri, è altrettanto vero, però, che la percentuale di guarigione dalle pscosi sono molto elevate, oltre il 50%.

La terapia si basa non solo sui farmaci mirati, ma anche su interventi educativi e psicosociali rivolti anche alle famiglie e non soltanto ai pazienti.  Una nuova generazione di farmaci, come, ad esempio, la clozapina hanno consentito di ottenere notevoli miglioramenti soprattutto nelle persone affette da disturbo bipolare.

La guarigione dalle pscosi è un processo complesso che affonda le sue radici nella volontà del paziente che deve acquisire consapevolezza della possibilità di poter cambiare il corso della propria vita, impegnandosi a migliorare le sue interazioni comunicative e accettando la malattia, perché, per guarire, è fondamentale riconoscere di avere una patologia che necessita di una cura adeguata. Diventa di fondamentale importanza avviare un processo di psicoeducazione che deve portare l’individuo a capire quanto sia importante impegnarsi per migliorare la propria quotidianità, superando la fase di demotivazione legata alla malattia.

La percentuale di guarigione dalle malattie psicotiche dopo una cura mirata sono abbastanza elevate, in uno studio condotto su 67 pazienti affetti da psicosi, curati con i trattamenti inseriti nei protocolli terapeutici ad hoc si è riscontrato che nel 73% di essi, dopo due anni dall’inizio delle cure non si sono manifestate recidive. I miglioramenti coinvolgono tutti gli ambiti della vita quotidiana e per il futuro si prevede la possibilità di utilizzare biomarcatori, per individuare soggetti predisposti allo sviluppo di tali patologie.

La guarigione, dunque, non è un traguardo impossibile da raggiungere, ma un obiettivo da perseguire con una serie di interventi congiunti che non possono assolutamente prescindere dalla volontà del paziente di rimettersi in gioco anche a livello sociale, seguendo un percorso psicoterapeutico che favorisca il re-inserimento e l’adattamento a un ambiente destinato a evolvere naturalmente e a non rimanere sempre uguale.

In definitiva, grazie all’alleanza tra terapia farmacologica e psicoterapeutica, la guarigione è possibile per un terzo dei pazienti, a patto, però che ci sia la necessaria aderenza alle cure, perché il 20% degli individui affetti da psicosi decide di interrompere autonomamente l’assunzione dei farmaci, precludendosi la possibilità di liberarsi definitivamente della malattia.

Guarire è possibile, purché lo si voglia veramente. Per questo motivo, le scelte operate dal paziente risultano di particolare importanza, perché la remissione, preludio alla guarigione vera e propria, può nascondere la ricomparsa subdola di una malattia che costruisce un universo illusorio intorno al malato, convincendolo che ci sia chi trami nell’ombra per arrecare danno.

Anche la famiglia gioca un ruolo importante perché deve rappresentare il gruppo a cui il malato si appoggia per combattere la sua battaglia che, molto spesso, è segnata da frequenti ricadute.

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